GIRONE EST

L'overtime di Fortitudo-Mantova si gioca sui social.

il racconto di Alessio Scandola

09.01.2018 08:33

 

a cura di Alessio Scandola

Continua anche al termine dei 40 minuti di gioco la sfida tra Fortitudo Bologna e Mantova. In particolare ad infiammare i social è l’ala americana degli Stings, Bobby Jones, che lancia accuse gravi nei confronti di Alessandro Amici in particolare, ma anche di quanto vengano protetti dall’arbitraggio i giocatori locali a svantaggio degli statunitensi.

I fatti: durante la partita disputata domenica 07 si è accesa subito una sfida nella sfida tra lo stesso Jones e Nazzareno Italiano, fatta di trash talking e di qualche spinta e simulazione di troppo, da ambo i lati. Gli arbitri, forse a torto, hanno lasciato correre un po’ troppo non applicando provvedimenti finché dalle parole si è giunti ai fatti: partita che diventa molto fisica, si sgomita sotto canestro e si vola per terra, a volte anche accentuando un po’ troppo. Arrivati faccia a faccia, finalmente gli uomini in grigio decidono di richiamare ufficialmente i due giocatori, ma ormai la partita è sfuggita un po’ troppo dal loro polso. A farne le spese sono Rosselli e Pini: se per il primo basta un cerotto sul sopracciglio dopo una lotta a rimbalzo, il giocatore di Carpi dopo una gomitata dello stesso Jones al volto non tornerà più in campo. Finiscono i 40 minuti, ma non finisce il trash talking: al saluto finale infatti devono intervenire più giocatori a calmare Jones da una parte e Italiano e Amici dall’altra, che stavano per giungere alle mani. Le ultime minacce verbali negli spogliatoi, con Jones a promettere all’ala pesarese di continuare al più presto il discorso iniziato in precedenza.

Sui social prosegue la disputa: Jones esterna palesemente la sua disapprovazione nei confronti di Amici, definendolo un giocatore antisportivo. A rincarare la dose ci pensano due che conoscono molto bene i nostri parquet, Mike Hall ed Allan Ray; se il primo si limita a concordare sul fatto che sia il peggior avversario, la guardia ex Udine va giù pesante definendolo un “razzista confuso, che odia i neri ma ha i dreadlocks”. Jones è ancora una volta polemico verso gli arbitri, affermando che i giocatori locali conoscono ormai certi modi per crearsi un vantaggio verso gli americani che i direttori di gara non sanzionano dando loro quindi un’ingiusta marcia in più. Ricordiamo anche che Amici saltò le prime due gare della stagione per insulti razzisti verso la guardia della Virtus Bologna, Michael Umeh, fatti avvenuti durante lo scorso campionato. Ed è lo stesso Amici a proseguire la polemica, definendo Jones un piagnone.

Il mio personale parere: posto che qualsiasi forma di razzismo sia deplorevole, e che ci sono giocatori che vivono sempre al limite della correttezza, la situazione non è stata gestita fin dall’inizio. Ormai, dopo più di qualche anno di esperienza, gli arbitri dovrebbero conoscere i giocatori, sapere in generale quali siano le “teste calde” per poi porre verso loro particolare attenzione durante le varie contese. Ieri in particolare sarebbe servito subito un provvedimento, un semplice richiamo o magari un fallo tecnico, nei confronti di chi ha alzato subito il livello di cattiveria, Italiano e Jones. Lì si sarebbe immediatamente arrestata ogni forma di polemica e di scorrettezza, con una maggior calma. E invece a farne le spese lo stesso Jones, che comunque ha preso più di qualche gomitata, ma anche gli incolpevoli Rosselli e Pini, a cui non è nemmeno stato fischiato niente a favore. Ad animi ormai accesi il terreno di caccia per le stesse teste calde era ormai florido, con la situazione diventata ingestibile, e lì probabilmente è volata qualche parola di troppo che solo chi è stato veramente protagonista della contesa potrebbe riportare, soprattutto al termine della partita quando gli animi erano infuocati.

In conclusione, non è stato proprio un bello spettacolo per la pallacanestro nostrana, con i protagonisti in negativo che forse dovrebbero pensare che non sono soltanto semplici giocatori, ma esempi per molti ragazzini che si approcciano ad un mondo che è meraviglioso e che non deve essere inquinato da certi comportamenti fin troppo inutili. C’è da augurarsi che questo sia stato il primo ed ultimo episodio del genere di questo campionato.

 

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