GIRONE EST

Girone Est, il power ranking dopo le prime cinque giornate.

30.10.2018 12:04

Alessio Scandola analizza le prime cinque giornate del girone est con un power ranking dopo 200 minuti di gioco della stagione 2018-2019.

  1. Lavoropiù Fortitudo Bologna: le premesse, almeno ad ora, sono state rispettate. Il calendario le metteva di fronte squadre che sulla carta le avrebbero dato del filo da torcere, ma la Effe ha spazzato ogni dubbio addirittura sempre senza Mancinelli e con Fantinelli in campo per la metà delle sfide compiendo un percorso netto.
  2. XL Extralight Montegranaro: se a Bologna sono state confermate, a Montegranaro le premesse sono state addirittura superate. Difficilmente ci si aspettava un inizio del genere, impreziosito dalla vittoria contro Forlì nello scontro per il primo posto, ma i marchigiani, guidati da un Corbett in formato monstre, stanno regalando ancora una volta gioie ai propri tifosi.
  3. Unieuro Forlì: in Romagna la partenza è stata molto buona, contando un calendario in parte semplice in parte complesso; se per le sfide contro squadre sulla carta meno dotate la il percorso è stato netto, contro Montegranaro è arrivata la prima sconfitta, sia pur con 2/5 del quintetto infortunato.
  4. De’ Longhi Treviso: ci si aspettava un periodo iniziale di assestamento, che è puntualmente arrivato. Ci può stare la sconfitta con Bologna, meno quella con Cento, con una squadra che sembra riconoscere soltanto in Tessitori un leader in campo, pur con la giustificazione di un Antonutti a mezzo servizio. Decisamente rimandati.
  5. GSA Udine: la partita contro Ravenna ha parzialmente riscattato un inizio di stagione ben al di sotto le aspettative, con 2 sole vinte; coach Cavina, che deve registrare la continuità e la reattività agli episodi subiti dai bianconeri, sicuramente si aspettava di più dai suoi due playmaker.
  6. Tezenis Verona: è forse la più deludente tra le squadre analizzate finora; la coppia Henderson-Amato non ha reso ai livelli previsti, confermando le difficoltà viste già nella preseason. Sappiamo tutti che gli scaligeri si affidano moltissimo al tiro da 3 che è stato poco affidabile, urge quindi un cambio di rotta per non cambiare gli obiettivi finali.
  7. Bondi Ferrara: ottima la partenza degli uomini di coach Bonacina, che si aggiudica tutti gli scontri contro le dirette concorrenti soccombendo soltanto alla De’ Longhi e a Montegranaro. Gli emiliani, guidati da Hall, hanno per ora allontanato i dubbi iniziali di una scarsa amalgama tra giovani ed esperti.
  8. Baltur Cento: subito dopo i cugini della Benedetto XIV; ci si aspettava un buon avvio dei biancorossi, che confermando le attese sono partiti subito con il piede giusto in questa nuova esperienza. Fiore all’occhiello la vittoria contro Treviso, con un impegno ed una faccia tosta mostrata magistralmente da White e compagni.
  9. Le Naturelle Imola Basket: è la prima di 3 squadre che ha vissuto di croci e delizie, che si sono già affrontate concludendo gli scontri diretti con una vinta ed una persa. Li premiamo per la vittoria contro Udine nella prima giornata e perché ha perso il proprio capitano Prato per un grave infortunio. È comunque un buon quintetto quello in mano a Di Paolantonio, impreziosito dal dualismo sotto canestro Rossi – Simioni.
  10. Assigeco Piacenza: è sicuramente la squadra che provoca più cardiopatie ai suoi tifosi, con ben 3 gare su 5 finite in volata e con massimo 2 punti di scarto. Gli emiliani di coach Ceccarelli hanno individuato in Toure Murry il proprio leader tecnico che non sta tradendo le attese. Con un po’ di fortuna in più la classifica sarebbe stata diversa.
  11. Pompea Mantova: ultima della terna, è l’unica delle 3 a non aver approfittato del momento di crisi di Verona o Udine sconfiggendole. È però quella con i punti maggiormente distribuiti, con 7 sopra i 7,4 punti di media e che quindi può sopperire ad una giornata no di uno dei suoi giocatori grazie alle marcature degli altri.
  12. Bakery Piacenza: dopo aver pagato lo scotto del debutto con un calendario neppure così semplice, le vittorie inanellate nelle ultime due giornate sembrano aver sbloccato la squadra piacentina. Ora il focus deve andare sulla difesa: coach Coppeta deve lavorare, una media punti subiti di 86,6 a partita è piuttosto eccessiva.
  13. Orasì Ravenna: forse la più deludente del gruppone al di sotto delle big, ha anche la seconda peggior differenza punti, frutto delle due scoppole prese da Montegranaro e Udine. Inoltre le due vittorie ottenute sono state fortemente guadagnate da Adam Smith, autore di 31 e 32 punti nelle partite. Serve una svegliata complessiva prima che sia troppo tardi per riaggiustare il tiro.
  14. Termoforgia Jesi: il calendario per gli arancioblù è stato proibitivo, avendo affrontato in 5 giornate le prime 3 della classifica. Ora serve voltare pagina, dimenticando anche la sconfitta evitabile contro la Bakery, per iniziare veramente un campionato che sulla carta dovrebbe vedere i marchigiani più in alto in classifica.
  15. Roseto Sharks: troppe le gare perse in volata dagli abruzzesi, con le 4 sconfitte arrivate entro i 7 punti. Sicuramente pagano la scarsa esperienza del roster, con le vecchie volpi Bushati e Pierich che devono essere più illuminanti nei confronti del resto del gruppo. C’è tempo però per rimediare alla partenza.
  16. Hertz Cagliari: paga lo scotto del passaggio ad Est. Sicuramente risente dei viaggi in aereo dalla Sardegna alla penisola, certo è che il calendario, tolte magari Forlì e Treviso, poteva essere all’altezza dei rossoblù, che vantano in combine il peggior attacco e la peggior difesa. Serve tantissimo lavoro in palestra per coach Paolini, altrimenti la strada sarà ben in salita.
Agrigento vince 79-89 e impone il secondo k.o. consecutivo a Bergamo.
Girone Est, risultati e classifica dopo la 6^ giornata