Trieste-Casale Monferrato in 3 punti.

09.06.2018 18:52

A poche ore il via della Finals di A2, Stefano Blois ci presenta, sintetizzandola in tre punti, la serie tra Trieste e Casale Monferrato

1.LA FINALE PIÙ GIUSTA Premettendo che con questo meccanismo è sostanzialmente certo che in Finale si affrontino le due squadre più meritevoli (o comunque quelle arrivate meglio al momento-clou della stagione), mai come quest’anno la post-season ha rispecchiato l’andamento di tutto il campionato. Trieste e Casale Monferrato hanno condotto (quasi) ininterrottamente i rispettivi gironi, e soprattutto hanno mantenuto identità, logica ed equilibri, non a caso frutto di un percorso pluriennale che vede nel lavoro dei coach Dalmasson e Ramondino una vera e propria architrave. Non sono mancati i momenti difficili, in particolare a ridosso di una Final Eight deludente per entrambe; ma la breve fermata è servita per rimettere ancor più carburante nel motore. +32 al PalaVerde l’una, +15 (ma erano 28 all’intervallo) al PalaDozza l’altra: questo il biglietto da visita con cui ALMA e Novipiù si presentano a questa Finale. Può bastare?

2.PERCHE’ TRIESTE, PERCHE’ CASALE L’ago della bilancia pende, seppur in maniera sottile, dal lato biancorosso. Non era d’altronde un mistero, già appena dopo la scorsa Finale persa contro la Virtus Bologna, che le ambizioni triestine per questo campionato fossero le più nobili. Gli otto mesi già alle spalle le hanno confermate, e il fattore campo nella storia recente dei playoff di A2 si è già dimostrato fondamentale: l’ALMA Arena nelle ultime post-season è 14-1. Occhio però all’aspetto emotivo: stavolta la pressione graverà sulle spalle di Cavaliero e compagni, non più gli outsider della situazione. E se c’è una squadra pronta ad approfittare di eventuali passaggi a vuoto, la Novipiù sembra fatta con lo stampino: una perfetta catena di montaggio in cui ognuno sa cosa, come e quando deve fare. E soprattutto, lo fa al meglio.

3.PROTAGONISTI Fra i tanti duelli individuali che caratterizzeranno questa serie, quello tutto italiano nello spot di 4 tra Matteo Da Ros e Niccolò Martinoni merita un’attenzione particolare. Così simili e così diversi: stesso anno di nascita (1989), stesso impatto da protagonisti assoluti ed ormai affermati nel campionato di A2, altrettanto fondamentale importanza nei rispettivi ingranaggi. Eppure, in quanto a caratteristiche e skills da parquet, quasi agli antipodi: talento e capacità di uscire dagli schemi per il primo, un vero e proprio soldato il secondo (che sta giocando dei playoff straordinari: 14 punti di media con tre ventelli). Occhio anche al duello tra le due panchine: finora entrambe efficacissime, ma al meglio delle cinque partite il gap di esperienza fra Fernandez-Prandin-Loschi/Baldasso-Janelidze-Cittadini (con Coronica di scorta) e Valentini-Denegri-Bellan-Cattapan (Blizzard fa ovviamente storia a parte) potrebbe farsi sentire.

@BloisStefano

Risultati playoff 2018.
Casale mette paura a Trieste ma è l'Alma a mettere in cascina il primo punto.