La serie tra Casale e Fortitudo in 3 punti.

06.06.2018 13:49

a cura di Stefano Blois

1.FINALMENTE OVEST! Al terzo tentativo, abbiamo finalmente una finalista proveniente dal girone Ovest. E non è certo un caso che a rompere l’incantesimo sia Casale Monferrato: una programmazione societaria continua e mirata, l’eccellente lavoro negli anni di un Marco Ramondino che presto entrerà nel gotha delle panchine italiane, ed il contributo di un gruppo dove tutti (ma davvero tutti) gli elementi hanno un ruolo chiaro, importante e lo interpretano al meglio. Di sessantadue punti è la forbice pazzesca tra il +34 della F in gara3 ed i 28 di vantaggio per la Novipiù appena due giorni dopo, sempre sul parquet di un PalaDozza praticamente inespugnabile negli ultimi tre anni di playoff. Un gap da record, che fotografa però tutta la differenza tecnica e mentale che ha deciso la serie; e poi, coach Ramondino e la sua Junior una serata così nel tempio del basket se la meritavano davvero. E non la dimenticheranno mai.

2.CHE FA LA F? Se dovessimo scegliere una parola per descrivere il percorso della F, confusione sarebbe quella più adatta. Quando ti giochi la stagione ributtando in campo lo straniero partito come play titolare e poi finito in tribuna nel turnover, significa che più di qualcosa nella costruzione del roster è andato storto. Significativo è anche il fatto che, in queste tre stagioni di A2, l’Aquila sia andata più vicina alla promozione nel primo anno da neopromossa, con il roster nettamente più povero di talento/esperienza ma anche più compatto, intenso ed affiatato dei due successivi. Che peraltro hanno cambiato tante, troppe volte pelle durante l’anno. Non è peregrino sostenere che negli ultimi due anni la F abbia buttato via la promozione in regular season. Ed allora sarà fondamentale non sbagliare la prossima, che ne metterà in palio tre: ora sì, è davvero arrivato il momento della verità.

3.TOP E FLOP Parlare di singoli in una perfetta ‘catena di montaggio’ come quella di Casale è quasi blasfemo, ma lo sarebbe ancora di più far passare sottotraccia l’incredibile crescita di Giovanni Tomassini. Sei stagioni fa, l’allora 24enne playmaker di Cattolica segnava 3.3 punti di media in 14’ piuttosto marginali a Ferentino; oggi, numeri realizzativi a parte, è il cervello della squadra che gioca il più bel basket dell’A2. E la tripla decisiva di gara-1, partita dalle sue mani, ha rappresentato il vero turning point della serie. Chapeau! Dall’altra parte, in casa F la cronica mancanza di gerarchie ha penalizzato soprattutto la panchina: Italiano al di là di qualche lampo finale ha avuto un ruolo sempre più marginale, Fultz ha chiuso i playoff con 3.3 punti di media, Amici addirittura in tribuna.

@BloisStefano

Risultati playoff 2018.
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